Header Image

NON SOLO UNA DANZA. LA CULTURA DEL TANGO

Un pensiero triste che si balla

Genere musicale nato tra la fine del ‘800 e l’inizio del ‘900 nella zona del Rio de la Plata. Conteso tra Argentina ed Uruguay, dall’etimologia incerta, fonda le proprie origini musicali sull’Habanera e più genericamente sulle sonorità e ritmiche dell’Africa Centro-Nord. Inizialmente ballato tra uomini, costruisce la propria dinamica sull’abbraccio, i “cortes” e le “quebradas” configurandosi come  ballo volgare ed istigatore, fatto di passione, incontro, di un sentire puro ed assoluto, viene vietato dalla Polizia e sdegnato dalle classi nobili. Detentore di un linguaggio proprio, il “Lunfardo”, sarà nel 1913 che col Bene Placet di Papa Pio X eleverà il proprio Status, immergendosi in un processo espansivo che lo porterà, come fenomeno artistico e culturale, in ogni angolo del mondo.

“Quella raffica il Tango quella diavoleria, gli anni indaffarati sfida; fatto di polvere e tempo…Il Tango crea un torbido passato irreale che in qualche modo è vero un ricordo impossibile di essere morto rissando, in un bivio di periferia”…

COSÌ SI BALLA IL TANGO!

Il Tango è una possibilità infinita

Il Tango è una danza intima, in particolar modo quello da pista, dai plurimi aspetti. Si fonda sul contatto e sulla condivisione emotiva, basa ogni costrutto sulla musicalità ed improvvisazione, sull’ascolto e la guida in un gioco di reciproci scambi, silenzi e introspezione. Il Tango è una danza libera, che dona la possibilità di prendere consapevolezza ed esprimere il proprio modo, unico ed irripetibile, nel rigoroso rispetto della musica, del contesto e dell’altro. Il Tango che amo è naturale, elegante, emotivo, mai forzato o scomodo, mai profetico, ma orientato all’incontro ed alla condivisione. I miei allievi imparano un codice universale, che li renda, nel tempo, capaci di poter guidare e seguire ogni ballerino/a indipendentemente dalla scuola e dallo stile di appartenenza, come è sempre stato nello spirito del Tango, studiando tutti gli stili, solo allora, nella conoscenza, sarà possibile costruire il nostro sentimento Tango.

“Ti ho incontrato nel fascino unico del tuo incedere, sempre diverso eppur sempre coerente al tuo linguaggio, che dice di nebbie e di sereni, che incidono il giorno, ogni giorno”

Stili

Il 4 Novembre del 1942 Marvil (testo) ed Elías Randal (musica), compongono con “Así se baila el Tango” un brano che avrebbe segnato la storia iconografica della disciplina, fotografando, ai posteri, non solo il sentimento Tanghero, ma anche un bagaglio tecnico prezioso. Otto avanti disegnati al suolo, quebradas, sentadas e quel braccio che cinge la propria partner come un sinuoso e pericoloso serpente. “Así se baila el Tango” fu un successo consacrato dalla voce magistrale di Alberto Castillo e l’orchestra di Ricardo Tanturi, mai decaduto né dimenticato, altri importanti artisti lo ripresero tra cui Francisco Canaro. Ma chi erano Marvil e Randal?

Así se baila el tango

Tango
1942

Música: Elías Randal (Elías Rubistein)
Letra: Marvil (Elizardo Martínez Vilas)

¡Qué saben los pitucos, lamidos y shushetas!

¡Qué saben lo que es tango, qué saben de compás!

Aquí está la elegancia. ¡Qué pinta! ¡Qué silueta!

¡Qué porte! ¡Qué arrogancia! ¡Qué clase pa’bailar!

Así se corta el césped mientras dibujo el ocho,

para estas filigranas yo soy como un pintor.

Ahora una corrida, una vuelta, una sentada…

¡Así se baila el tango, un tango de mi flor!

Así se baila el tango,

Sintiendo en la cara,

la sangre que sube

a cada compás,

mientras el brazo,

como una serpiente,

se enrosca en el talle

que se va a quebrar.

Así se baila el tango,

mezclando el aliento,

cerrando los ojos

pa’ escuchar mejor,

cómo los violines

le cuentan al fueye

por qué desde esa noche

Malena no cantó.

¿Será mujer o junco, cuando hace una quebrada?

¿Tendrá resorte o cuerda para mover los pies?

Lo cierto es que mi prenda, que mi “peor es nada”,

bailando es una fiera que me hace enloquecer…

A veces me pregunto si no será mi sombra

que siempre me persigue, o un ser sin voluntad.

¡Pero es que ya ha nacido así, pa’ la milonga

y, como yo, se muere, se muere por bailar!

Che ne sanno i ragazzi per bene, imbellettati e vanesi!

Che ne sanno di quel che è il Tango, che ne sanno della metrica!

Qui c’è l’eleganza. Che presenza! Che linea!

Che portamento! Che sicurezza! Che classe per ballare!

Così si rade l’erba mentre accenno un otto,

per queste filigrane io sono come un pittore.

Ora un corrida, un giro, una seduta;

Così si balla il tango…un tango da fiore all’occhiello !

Così si balla il tango,

Sentendo sul bel viso,

il sangue che sale

a ogni battuta,

mentre il braccio,

come un serpente,

s’avvolge alla vita

che si va a spezzare.

Così si balla il tango,

mescolando il respiro,

chiudendo gli occhi

per ascoltare meglio,

come i violini

raccontano al bandoneòn

perchè da quella sera

Malena non cantò più.

Sarà donna o giunco quando fa una quebrada?

Avrà una molla o una corda per muovere i piedi ?

Quel che è certo è che la mia donna, la mia altra metà,

ballando è una fiera che mi fa impazzire…

A volte mi domando se non sarà la mia ombra

che sempre mi perseguita, o un essere senza volontà.

Ma è che lei è nata già così, per la milonga,

e come me, se ne muore, muore per ballare!

Vorresti partecipare ad un corso?

guarda sedi e orari

Se invece vuoi dedicarti allo studio della cultura del Tango, torna a trovarmi!

Presto on-line il nuovo Blog sui segreti del Tango Argentino…