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L’Arte della Seduzione

Essere seduttivi significa manovrare chi mi sta dinnanzi o creare una maschera grottesca di me? Assolutamente no! Esistono due modi di intendere la seduzione. Una prima che la riduce a mero ammasso di artifizi utili a raggirare uno sbadato interlocutore e come si può immaginare, non è di mio interesse! Una seconda dimensione effimera dell’essere, invece, fondata sul gioco e sull’alternarsi del tempo, propria del movimento corporeo ed animico, aperta alla scoperta del nuovo e ad uno stadio profondo di condivisione di intenti, che affascina i miei studi.

Ad ogni cosa il suo timing

Il movimento seduttivo non è altro che la manifestazione più pura delle peculiarità del nostro corpo e del nostro carattere, nel momento e nel modo più opportuno alla situazione. Per saper condurre bisogna prima imparare ad ascoltare, a conoscere il proprio movimento, a percepire il corpo e gli intenti altri, bisogna imparare l’abbandono, i tempi della prossemica e dell’ingresso negli spazi d’azione. Condurre a sé è la caratteristica fondamentale ad esempio di ogni buon insegnante o conduttore, di chi lavori al pubblico o di chi senta inespressa la propria manifestazione e abbia bisogno di trovare punti di forza nel proprio agire per vivere con serenità l’incontro con l’altro.

Ascolto
Empatia
Movimento

 

Autenticità e mistero

Pura essenza del Tango, il movimento seduttivo, se perfezionato e praticato, insegna ad aprire un canale comunicativo non necessariamente verbale, fatto di empatia e prodiga identificazione. Come il meccanismo di un orologio, con ironica precisione conduce coloro che vivono il processo seduttivo in un mondo altro, misterioso ed autentico.

Seduzione
Sensualità

IL PARADISO ESTASICO

La sensualità è quella innata facoltà di percepire con il corpo stimoli esterni. Chiave ancestrale della sopravvivenza, la capacità di sentire fortemente è in grado di orientare l’essere umano in un moltitudine di stimoli e di ispirarlo. Da sempre connessa all’erotismo se ne distacca invece fortemente rappresentando, quest’ultimo, nient’altro che una tra le tanti finalizzazioni della capacità si sentire con i sensi.
Fondamento del fascino, la sensualità, sembra con chiara ispirazione mitologica mediare intelletto e carne, proiettando all’incontro con l’altro, ma rimanendo centrati ed in comunicazione con la parte più antica e animale di ognuno di noi. Istintiva, potente, ci permette di abbattere muri nello spazio di un attimo e di viaggiare con empatico incanto.
La sensualità è dunque la chiave che ci permette di vivere fino in fondo le emozioni, di elaborarle, superarle o gioire di esse. Negli anni ho creato due percorsi che attraverso il movimento aiutassero l’individuo a sperimentare le proprie emozioni, indagare ed ampliare la percezione sensoriale chiamati Emotional Training, scoprili con me!

SORPRENDENTEMENTE ADEGUATI

Coltivare la grazia

L’eleganza è una peculiarità specifica dell’agire; culturalmente determinata, rappresenta nell’iconografia contemporanea di stampo occidentale, un movimento naturalmente assonante che crea un asse armonico tra corpo, attività e contesto. Si addice al luogo, al tempo, alla funzione specifica, rendendo le persone che praticano la scelta dell’eleganza come sospese in un flusso atemporale. Fatta di presenza, essa coltiva la grazia. Ben lontana dal controllo delle pulsioni, le elabora e filtra in nome di una consapevolezza e quietezza dell’agire.

Eleganti si nasce o si diventa?

Certe persone manifestano sin da giovani un fare elegante, frutto inconsapevole dell’osservazione e della propriocezione. Tutti possiamo essere persone eleganti, ma solo dopo aver fatto conoscenza delle peculiarità del nostro movimento e indagine delle radici che lo hanno generato ed evoluto. Solo allora sarà possibile orientare il nostro fare in un tutto armonico.

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LESS IS MORE

Il culto dell’essenzialità

Opposta alla volgarità, l’eleganza rifugge tutto ciò che è ostentazione, plateale evidenza, a favore di un lusso meno diffuso, più segreto e riservato. Accusata erroneamente di freddezza, la scelta dell’eleganza cela in sé un tepore permanente, un senso di elettiva accoglienza, che abdica la notorietà in favore del ricordo.

Esiste un percorso per diventare eleganti o migliorare il proprio agire?

Assolutamente sì, ma non è affatto in discesa, almeno inizialmente. Dopo una analisi preliminare, si procede alla stesura di un programma personalizzato orientato al risultato che si intende raggiungere, si analizza il concetto pregresso di stile e lo si modella gradualmente sulla base dei progressi raggiunti, con indicazioni di moda e costume. Un metodo dall’approccio multidisciplinare, una vera e propria pratica che consta principalmente di esercizi di espressività motoria in stasi ed in movimento, letture, ricerche storiche, esercitazioni tematiche di galateo, dizione e portamento. Un allenamento quotidiano, in micro e macro fasi. Una vera e propria ri-educazione, ma questa volta intenzionale, perché manifestazione di libertà, bellezza e naturalezza.